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L'arcobaleno



 Come è bella l'emozione che regala l'arcobaleno, vedere la luce bianca scomporsi nel prisma in sette colori, almeno per quelli a noi visibili, molte letture importanti suggerisce questa immagine.
Questo arco, in una visione più poetica, appare la soglia d'ingresso al mondo invisibile, quel mondo che solo in particolari circostanze di purezza, ordine e geometria, quel cristallo che noi siamo può imparare a riflettere, sollevando il velo che lo copre, anzi i sette veli.
Perciò è il simbolo dell'alleanza, del vincolo e dell'unione tra terra e cielo, tra uomo e Principio Ineffabile.
Dal punto di vista fisico, costituisce la differenziazione, su varie lunghezze d'onda e con diversa vibrazione, della luce, più stati della materia, da rossa, incandescente, forte e brutale, via via attraversando il verde della natura sino al violetto, colore della Spiritualità, essenza invisibile, discesa e dormiente in noi.
Nello yoga i sette colori indicano il percorso per uscire dal sistema binario, bianco/nero che informa tutto l'Universo fisico e raggiungere l'Illuminazione.
I sette colori vengono così a corrispondere ai 7 chakra, i vortici energetici che la Kundalini, Serpente e forza creatrice dormiente nel coccige, via via attiva, nel corso della sua danza verso l'alto, interiormente tessendo questo ponte che viaggia nel nostro Centro.
Non solo, questa scomposizione che avviene in una prisma giustamente orientato, offre informazioni sul modo in cui dobbiamo porci nella ricerca di questo grande Progetto originale e per rispondere alla Domanda:perchè il Creato? qual'è il mio ruolo?.
Se ricordiamo l'esperimento di Newton sul fenomeno della cosiddetta "dispersione", (cito da un sito che lo spiega meglio di come farei io!) Newton scoprì che, quando un raggio di luce solare entra in un prisma di vetro, le componenti cromatiche associate alle lunghezze d'onda subiscono una rifrazione che è diversa per ciascuna di esse. Ogni colore subisce, all'interno del prisma, una deviazione dalla propria direzione di marcia che risulta essere tanto maggiore quanto più piccola è la lunghezza d'onda ad essa associata. Quindi il rosso, che ha la lunghezza d'onda maggiore, è deviato molto meno del violetto.

L'effetto finale di questo fenomeno di dispersione nelle sue componenti cromatiche fondamentali può essere direttamente osservato su di uno schermo posto alle "spalle" del prisma: la luce sarà dispersa, colore per colore, su una certa zona ed è molto interessante vedere come sia possibile ricombinare i colori ottenuti a seguito della dispersione, per tornare alla condizione iniziale di luce bianca. Per ottenere questo effetto basterà porre in prossimità del piano di formazione dello spettro un secondo prisma uguale al primo, ma capovolto. Esso ricomporrà i colori restituendo il fascio iniziale di luce bianca. Sebbene i colori dispersi dal prisma siano virtualmente infiniti - in quanto possiamo pensare di suddividere l'intervallo di lunghezze d'onda tra 400 e 700 nm in intervalli piccoli a piacere - la sensazione visiva per l'occhio può essere ridotta a 6 famiglie di colori principali: violetto, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso (detti anche "colori puri" o "spettrali").Spettro visibile


Tutto ciò suggerisce molte informazioni sul metodo della ricerca, porsi come un prisma uguale e capovolto, opposto ai pregiudizi, credenze, tutto ciò che caratterizza il mondo materiale come appare, con i suoi classici valori,  opposto alle informazioni che abbiamo; e poi imparare a percepire le differenti frequenze vibratorie,  porsi in sintonia via via crescente.
I colori, inoltre, sono dati dalle diverse lunghezze d'onda: se una stoffa ci appare rossa è perché riflette quella lunghezza d'onda assorbendo le altre; così è per gli altri colori, quindi questo è interessante, cosa percepiamo realmente di noi e degli altri, che in fondo sono il nostro specchio?



  

Pubblicato il 24/1/2011 alle 16.50 nella rubrica SIMBOLISMO.

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